Concorso Comune di Avellino
RiusiAmo

Premiazione
martedì 30 novembre 2010 ore 10.00 -  Chiesa del Carmine di Avellino

 

Relazione  letta dai nostri alunni della classe 4ªD


Abbiamo realizzato un  manufatto che riproduce il funzionamento di una cella fotovoltaica utilizzando i seguenti oggetti riciclati:   rame ricavato da vecchie lastre incise; custodia CD  vecchia e danneggiata destinata ai rifiuti; fili elettrici: rimanenze di un impianto elettrico di un lume.   Questi oggetti sono stati da noi recuperati tra le cose messe in disuso in famiglia: un papà che lavora il rame ci ha dato i suoi scarti, abbiamo recuperato le custodie dei nostri vecchi CD e abbiamo tagliato dei fili elettrici da un vecchio lume. Nel laboratorio di chimica abbiamo costruito il nostro manufatto: il lavoro è iniziato con la cottura di un piccolo pezzo di rame per 30 minuti su un fornello elettrico affinchè il rame si ossidasse. L’abbiamo lasciato raffreddare per altri 30 minuti e poi siamo passati alla fase della pulizia, rimuovendo lo strato superficiale nero di monossido di rame che il riscaldamento aveva  prodotto. Abbiamo così ottenuto un pezzo di rame sufficientemente pulito che è stato poi riposto in una custodia di CD in plexiglas e su di esso abbiamo legato e mantenuto in sede i fili elettrici, con il silicone a caldo. Un altro pezzo di rame puro, più piccolo, è stato sistemato nella custodia e anche su di esso abbiamo collegato il filo elettrico. Il silicone ha avuto la funzione di isolante e collante. Successivamente, sempre con il silicone a caldo, abbiamo sigillato la custodia e attraverso un foro appositamente lasciato aperto, abbiamo versato  una soluzione di bicarbonato di sodio, e  infine risigillato il tutto. Il principio fisico da noi utilizzato si basa sul fatto che il rame monovalente (Cu2O) è un conduttore, quindi in presenza di luce altera la sua banda di conduzione e si traduce in un flusso di elettroni. Si crea così tra i due pezzi di rame un flusso di ioni e la soluzione tampone di NaHCO3 ha il compito di formare il ponte salino che favorisce il flusso ionico. Finchè c’è la luce la banda del rame è modificata e quindi fa funzionare il sistema; in assenza di luce l’ossido di rame ripristina la sua banda di conduzione iniziale. Quindi illuminando la cella con una lampada possiamo osservare attraverso l’amperometro che si genera una tensione. Il nostro scopo è stato così verificato. Il nostro lavoro si è completato con una ricerca teorica delle basi chimico-fisiche che sono alla base del funzionamento del manufatto e con la stesura della presente relazione. L’obiettivo del nostro lavoro è stato quello di dimostrare come attraverso il riciclo è possibile non solo ridurre l’impatto ambientale prodotto dai rifiuti, recuperandoli; ma anche riutilizzare i rifiuti per produrre beni di uso comune, beni che altrimenti prodotti genererebbero ancora altri rifiuti. Ci auguriamo che la nostra idea abbia un seguito, non tanto per l’energia prodotta, che  è minima, ma per il principio di ecosostenibilità che è alla base di questo progetto.

 

il video della dimostrazione